La lotta al cambiamento climatico e la salvaguardia del pianeta sono oggi sfide globali non più
rimandabili. Il settore sanitario europeo è responsabile del 4,7% delle emissioni complessive di gas
serra, rappresentando il terzo contributo a livello mondiale dopo Stati Uniti (27%) e Cina (17%).
Nonostante una crescente consapevolezza sulla necessità di ridurre le emissioni, il consumo di
combustibili fossili continua ad aumentare. L’Unione Europea ha fissato obiettivi ambiziosi: riduzione
del 55% delle emissioni entro il 2030 e neutralità climatica entro il 2050.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce il cambiamento climatico come una priorità assoluta,
definendo sostenibile un sistema sanitario che “mantiene, migliora e restituisce la salute mentre
minimizza l’impatto sull’ambiente”. La salute del pianeta e quella dell’individuo sono interconnesse:
ogni scelta sanitaria ha un impatto anche ambientale.
Il settore ospedaliero – in particolare l’ambito chirurgico e dell’area critica – rappresenta una delle
principali fonti di emissioni. Sono già in atto numerose iniziative e gruppi di lavoro promossi dalle
società scientifiche per orientare la trasformazione ecologica delle attività cliniche. La sostenibilità
ambientale non è un obiettivo accessorio: è parte integrante della qualità delle cure.
In questo scenario, l’appropriatezza delle scelte cliniche diventa uno strumento centrale per
coniugare efficacia, sicurezza e sostenibilità. Scegliere ciò che è realmente necessario, evitare il
superfluo, promuovere percorsi diagnostici e terapeutici proporzionati significa prendersi cura non
solo del singolo paziente ma dell’intera comunità.
Medici e infermieri, uniti dalla responsabilità condivisa di garantire cure efficaci e sicure, sono
oggi chiamati anche a una consapevolezza ambientale: agire per ridurre l’impronta ecologica delle
pratiche sanitarie è un atto di responsabilità etica e professionale. La lotta per la salute, oggi, passa
anche dalla lotta al cambiamento climatico: l’appropriatezza, l’efficienza e la sostenibilità devono
diventare pilastri comuni dell’agire clinico quotidiano.